Prevenzione contro la violenza

Fra colpi bassi e improperi

La violenza e il piacere di partecipare al gioco non sono compatibili. Quando all’allenamento o in gara appare la violenza, il divertimento scompare. Gioventù+Sport integra il tema «Prevenzione contro la violenza» in modo duraturo nella sua offerta di corsi destinati ai monitori.

 

Aggressivi sì, violenti no! Gioventù+Sport ha inserito il tema della prevenzione della violenza, sempre più d’attualità, nella formazione dei suoi monitori per prepararli ad affrontare eventuali situazioni delicate.

Per prevenire la violenza e permettere di attuare gli interventi necessari, G+S propone un modulo specifico che mira a sensibilizzare i monitori alla tematica e a trasmettere loro le conoscenze necessarie. Di seguito le tre domande affrontate durante il modulo:

  • Con quali forme si manifestano l’aggressività e la violenza in ambito sportivo?
  • Come si può smorzare l’aggressività e cosa devo fare se vengo attaccato verbalmente o fisicamente?
  • In che modo posso contribuire a prevenire la violenza?

Per questioni riguardanti la violenza si possono contattare i servizi cantonali. Nel caso in cui un bambino o un giovane dovesse presentare dei chiari segni di maltrattementi fisici, psicologici o sessuali, la piattaforma «Sensor – Erkennen und Handeln» (in tedesco) offre un sostegno concreto agli allenatori, monitori, esperti e coach per identificare i problemi e intervenire in modo adeguato.

Contatti sì, ma con moderazione!

In ambito sportivo, e in particolare negli sport da combattimento e di squadra, i contatti fisici forti sono parte integrante del gioco. Il coinvolgimento totale dei corpi rappresenta infatti l’espressione della lotta e del piacere di misurarsi gli uni con gli altri. Se una giocatrice di pallamano dovesse invece, durante una pausa al lavoro, coprire una collega degli stessi insulti che formula durante una partita verrebbe sicuramente catalogata come «persona violenta». Nello sport, le cariche fisiche sono sottoposte ad un insieme di regole diverse da quelle che regnano nella vita di tutti i giorni. Ma allora dove si situa il confine fra contatto fisico permesso e aggressione?

Nello sport, i contatti fisici autorizzati e desiderati sono sottoposti al giudizio degli arbitri e dei tribunali arbitrali. I falli non gravi sono puniti ma generalmente non sono considerati come un’agressione. Al contrario, i falli intenzionali non sono né accettati né tollerati. La reazione è categorica: viene pronunciata una sanzione interna, corrispondente alla gravità dell’infrazione. Nei casi più gravi viene addirittura intrapreso un procedimento civile.